Zanzibar Trail

Primo trail... dove? Il più lontano possibile naturalmente! Scelto lo Zanzibar Trail, organizzato, bene, dal Marathon Verona. Tre tappe, non di seguito, con la possibilità di scegliere fra 2 versioni: il soft, per un totale di 38 km, e l'advanced, di 69 km. Bellissima in ogni caso la possibilità di abbinare una corsa piuttosto impegnativa a una vacanza in un'isola mitica. Scelto e fatto il programma soft. Prima tappa, di 11.8 km, il giorno dopo l'arrivo, con sorpresa: una forte pioggia! Sembra sia abbastanza normale in questo periodo, comunque fa caldo. Si arriva alla partenza in bus, un'ora di viaggio dal resort, e si parte quando arriva il primo dei runners dell'advanced. Percorso super fangoso, pianeggiante, fra coltivazioni di canna da zucchero e vacche zanzibarine ovunque.
Attraversamento del villaggio di Kinyasini, sperduto, col rischio di smarrire la retta via: i bambini hanno portato via le bandierine rosse che segnalano il percorso! A ciò però hanno sopperito gli abitanti del villaggio, pronti a indirizzare i runners  che sbagliavano sentiero. All'arrivo tanta acqua minerale naturale, preziosissima a Zanzibar, generosamente fornita dallo sponsor ZAN Acqua.

La seconda tappa, di 10 km, in apparenza facile facile, è tutta sulla spiaggia, approfittando della bassa marea, lungo l'oceano, dal villaggio di Kigomani a nord, verso sud  fino al Waikiki resort per il trail soft. In realtà è ardua per il sole e il caldo: 37° umidi, alla partenza, attestati.  Qui molti hanno sofferto e qualcuno ha ceduto un po'. All'arrivo, cotti dal sole, stremati, acqua e frutta tropicale tagliata a pezzi offerta dal resort. Super!  Questa volta partiti tutti assieme, così i runners dell'advanced hanno continuato la loro tappa in condizioni veramente difficili. Però l'arrivo posto sulla magnifica spiaggia di Mayuni ha consentito un bagno eccezionale in mare. Seguito da un super picnic, seduti, all'ombra di una tenda, a base di pesce cucinato in loco!

La terza tappa prevede un percorso di 16,5 km. Partenza in bus dal resort, dopo un'ora di viaggio, arrivo nella zona interna al centro dell'isola. Anche in questa tappa si deve attendere l'arrivo del primo runner dell'advanced, un mantovano, e poi via! Prima parte sotto il solito sole cocente, con caldo afoso e elevato tasso di umidità. Nella seconda parte il sentiero sempre super fangoso, con zone da attraversare guadando, si snoda nella rigogliosa vegetazione dell'isola fra bananeti, manghi e piantagioni di ananas. Sempre però con pochissimi tratti d'ombra, forse in tutto un paio di chilometri. E qui, al 13° km, caduta! Sul fianco destro, o meglio sulla spalla destra. Perchè?  Non lo so! Terreno molle, che ha ceduto, distrazione da parte mia, accentuata da un principio di disidratazione? Il camelbak, compreso nel pacco gara, era obbligatorio pieno alla partenza. Ma chi non è abituato, come me, a questo modo di bere... Forse non l'ho utilizzato a sufficienza! Spalla dolente; non posso più correre, continuo camminando, però le varie escoriazioni sanguinano. Due runners dell'advanced mi raggiungono, si fermano, mi aiutano, mi versano la loro acqua sulle ferite, sporchissime di terra, e mi consigliano di ricorrere alla moto che funge da mezzo di soccorso per farmi disinfettare e medicare il più presto possibile. E' tutto troppo infetto qui in Africa. E così faccio. Mi spiace, perchè dopo le prime due tappe ero seconda donna assoluta., così, per regolamento divento ultima. Però è un'esperienza indimenticabile, soprattutto per il contatto con la realtà del posto, ancora intatta, con i bambini che ci seguivano di corsa divertiti e sorridenti. Abbiamo poi scoperto il Malti, una birra super energetica che abbiamo comperato in un baracchino all'arrivo, 2 bottiglie per 1  euro! Prestato, perchè non avevamo money, nè io nè il mio amico che ha bevuto l'altra bottiglia.

Ottima l'organizzazione, curata da Nicola nei minimi dettagli. Con un quad che precedeva la corsa, un drone che ci sorvolava e vari sbandieratori masai lungo il percorso. Da rifare? Non so... devo pensarci. E' stato troppo speciale e non vorrei che ripetendola l'atmosfera cambiasse. Magari un'altro trail in un'altro continente! Perchè no?