Home > Cronache
Cronache
Febbraio
24/02/2010: APPUNTI DI VIAGGIO - VERONA- (Erminia)La mia prima VERA maratona"..questo era il pensiero che dominava la mia mente nel giorno antecedente l'appuntamento veronese. Perchè, sebbene Roma 2008 (a proposito...GRAZIE alla mia "madrina "Sabri!) avesse suggellato il mio "battesimo"nel mondo dei 42, Verona 2010 è stata la GRANDE PROVA, il test di una serie di allenamenti intrapresi con impegno e volontà non confrontabili rispetto a due anni fa.
Il fatto poi di aver dedicato ogni passo a mia nonna, che dal cielo mi ha tenuto per mano fino al traguardo, e a Gabriele, che nei mesi di preparazione non ha mai smesso di credere in me, ha dato una particolare nota di sacralità all'evento.
Quasi impossibile addormentarsi la sera prima: adrenalina, euforia ed emozione avevano preso il sopravvento sulla stanchezza fisica accumulata nel pomeriggio durante il trasloco di mia mamma.
E' strano poi come un gesto normale, che definirei quotidiano, come la preparazione del borsone avesse assunto quella sera le sembianze di un vero e proprio rito: nulla messo a caso, nemmeno le spille per il pettorale, tutte e quattro delle stesse dimensioni. E quel "sorriso", ultimo "oggetto"prima della chiusura della cerniera, che, a detta di Gabriele, non deve mai mancare nel bagaglio di ogni atleta.
Mentre scrivo mi chiedo se anche a qualcuno di voi sia mai capitato di chiudere la porta di casa con la netta sensazione di riaprirla, la sera, in modo diverso, come se gli eventi della giornata donassero all'animo quel "qualcosa "in più, una sorta di potere magico, che aiuta ad innalzare un poco quel grado di autostima solitamente nei bassifondi, che regala quella voglia di continuare a credere proprio nella stessa passione che spesso mi ha salvato nei momenti più bui.
Per me è esistita un'"ERMINIA"del "PRIMA MARATONA" e un'"ERMINIA" del "DOPO MARATONA". E il miracolo è avvenuto proprio il 21 febbraio 2010, quando gli amici del Marathon e della 3C si sono avviati verso Verona, organizzando le macchine tra chi avesse percorso la mezza e chi l'intera maratona.
Alla guida Gabriele che, sulle note di Michael Jackson, alternava una sorta di balletti a battute scherzose, con l'intento forse di allentare la tensione; Beppe, verso cui provo una profonda stima per il solo fatto di aver portato a termine la sua 58°maratona ( e con quale tempo!!!); Claudio, la cui confessione del calzino buco mi ha fatto scoppiare in una risata terapeutica; Sabrina, di cui ho sempre apprezzato la professionalità e l'incredibile forza di volontà ( e di cui-prometto!- ascolterò i preziosi consigli per le prossime esperienze podistiche)...e Cristina, conosciuta pochi mesi fa, verso cui è nata una profonda intesa, una sorta di "corrispondenza d'amorosi sensi", ovviamente in termini di amicizia, che non finirò mai di ringraziare per le parole di incoraggiamento sussurrate mentre correvamo fianco a fianco.
Se per ogni viaggio non è importante soltanto la meta, ma l'intero percorso, così indimenticabili sono stati per me in quel giorno ogni singolo chilometro, ogni ristoro, il respiro e la voce di chi mi è stato vicino, ogni mio stato d'animo, ogni emozione, persino quella voglia di piangere, che dopo quel famigerato "muro"dei 30 mi ha stretto la gola.
E poi quella voce, che urla da dentro, che impone di arrivare fino in fondo, che comanda alla forza della mente di guidare il corpo verso il traguardo nell'arena...perchè bisogna correre anche per chi non ha la fortuna di poter correre; perchè alla fine di quei 42 km e 195 m ci sono tante promesse, il patto con Ilaria e Cristina, il sorriso caldo di mia nonna, gli amici che, sebbene siano arrivati prima, sono lì ad aspettare proprio te per abbracciarti.
Ed infine la consapevolezza di aver conosciuto un pò più se stessi, attraverso quei passi sull'asfalto, la paura di non arrivare in fondo, la sensazione di buio, ma anche attraverso il vento, il tepore del sole, l'affetto dei compagni...per riscoprire nl cuore una forza e un'energia nuove ed inestimabili.
Erminia