Cronache

  • PRIMIERO DOLOMITI MARATHON, CHE SPETTACOLO!

    Nella foto è ritratto il gruppo della Primiero Dolomiti Marathon quasi al completo, con alle spalle il maestoso Cimon della Pala.

    Complimenti a tutti, viste le difficoltà delle 2 gare in programma, in particolare a Ian Till e Nicola Angioni, che hanno portato a termine la loro maratona n. 109 e n. 79 rispettivamente.

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  • OBSTACLE COURSE RACE: originalità e divertimento

    Salve a tutti,
    sono Michele Ongaro e dal 2018 faccio parte del Marathon Cremona; mi è stato chiesto di farvi una piccola presentazione su cosa sono le gare OCR (OBSTACLE COURSE RACE): cercherò di fare del mio meglio…

    Le gare OCR sono corse di media distanza (5-21km) sul cui tracciato ci sono ostacoli naturali e/o artificiali che, oltre a spezzare il fiato, mettono a dura prova l’atleta.

    Una delle “organizzazioni" più famose che propone questo genere di competizioni è la “Spartan Race” (http://www.spartanrace.it/ che è paragonabile all’”IronMen” del triathlon) ma ce ne sono veramente tantissime… un buon calendario aggiornato lo si può trovare all’indirizzo http://www.mudrun.it/corse2018/ 

    Non esiste una gara OCR che mi sentirei di consigliarvi come prima sfida; ogni competizione ha le sue peculiarità, ad esempio: la “xWarrior” prevede ostacoli naturali, la Farm race di Noceto (PR) prevedeva ostacoli stile “fattoria”, la Fisherman spesso è corsa da gente in “costumi” stile carnevale… L’unico consiglio che mi sento di potervi dare è: NON INDOSSATE CAPI CHE NON VOLETE ROVINARE...

    Una gara OCR, nonostante sembri una pazzia, vi assicuro che è veramente una corsa “originale e divertente”, infatti, se un giorno parteciperete ad una competizione di questo tipo vedrete che la maggior parte dei concorrenti non gareggia per la vittoria, ma per terminare la gara e per “giocare”!

    Essendo le OCR tutte differenti è impossibile “spiegarle”, bisogna per forza provarle! Ma, visto che l’obiettivo di queste righe è cercare di spiegarvi come è organizzata una gara OCR e visto che l’organizzazione principe del settore è la Spartan Race, vi raconterò brevemente alcune cose da sapere se deciderete di partecipare ad una competizione di quel circuito:

    Le gare si dividono in 3 tipologie:

    - Spartan Sprint (6km+ 20-23 Ostacoli 40 minuti Tempo più veloce);
    - Spartan Super (13km+ 24-29 Ostacoli 80 minuti Tempo più veloce);
    - Spartan Beast (21km+ 30-35 Ostacoli 3 Ore Tempo più veloce);

    E in 3 categorie:

    - Elite (la corsa per loro prevede premi in denaro, gli atleti corrono normalmente con sponsor ...sono disumani);
    - Competitive;
    - Open (alla portata di tutti, se un ostacolo ti fa paura nessun giudice ti squalificherà se decidi di saltarlo);

    Ogni competizione portata a termine da diritto ad uno spicchio di una medaglia; se si completano le 3 gare nello stesso anno si compone una medaglia enorme che viene chiamata “Trifecta"

    Ogni gara è a sé; non esistono mappe descrittive delle corse. Ogni Spartan Race deve sorprendere l’atleta. (a volte qualche giorno prima viene pubblicata l’altimetria..) 

    Le uniche cose certe alla partenza sono:

    1) le regole degli ostacoli (https://d1gzvc2c13psez.cloudfront.net/sites/2/2017/03/SRIT_officialRulebook_Versione-finale.pdf)
    2) la durata minima…
    3) che farete dei Burpee: https://www.youtube.com/watch?v=CTV6_A56iD8 (se si sbaglia un ostacolo bisogna farne 30)
    4) che, se terminerete la corsa, sarete infangati, stanchi ma sicuramente con una splendida esperienza da raccontare…

    In quanto alla mia esperienza: ho corso la mia prima OCR a Malpensa nel 2017 (Spartan Sprint Malpensa 2017 - un video dei top Elite è visibile al sito https://www.youtube.com/watch?v=uxYQC8Jq8BA) e da allora ne ho corse una decina: sabato parteciperò alla Spartan BEAST di ALLEGHE, e, se la terminerò, otterrò il TRIFECTA 2018…

    (Allego il link a qualche foto delle ultime gare alle quali ho partecipato… non metto mie foto perché non sono assolutamente fotogenico https://www.dropbox.com/s/20monm6ksk938ex/FOTO%20OCR%202018.zip?dl=0 )

    Buona OCR!

    Michele.

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  • IronMan Nizza

    Domenica 24 giugno ho terminato il mio IV IRONMAN  disputato in quel di Nizza, concluso in 13 ore 19 minuti 33" (3,9 km a nuoto nel Mare Mediterraneo, 180 km di Bici sulle Alpi Marittime con 2330 mt di dislivello sotto un sole cocente, e 42,195 Km di corsa sulla Promenade d'Angles sotto un diluvio universale).

    L''IRONMAN DI NIZZA è inserito nella classifica Internazionale IRONMAN come  II IRON in termini di difficoltà dopo Lanzarotti (Canarie). Livello di difficoltà definito dal dislivello nel percorso Bike, della frazione di nuoto in mare e dell''esposizione al vento-sole.
     
    Claudio Merlini

    (N.d.R.: la foto è relativa a Nizza 2015).

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  • 26 miglia e 385 iarde con Mr. Nicholson

    • 1° Maggio di corsa a Santhià, fra le risaie del vercellese, semplicemente un’altra maratona da aggiungere alla lista (la n. 107 per Ian e la n. 96 per me), senza patemi e senza velleità, in una giornata quasi ideale, con cielo coperto e frescura (15°-17°).
      Una delle tante mattinate di ordinario podismo dunque, sennonché appena partiti ci imbattiamo in un personaggio assai particolare: riconosco da dietro la maglietta di un noto club britannico di stakanovisti delle lunghe distanze (che cavolo ci fa qui?) e così attacchiamo bottone.
      Nick Nicholson, nato a Pensacola in Florida ma residente da diversi decenni a Londra, lento di passo ma alto e atletico, ci terrà compagnia per tutte le quasi 5 ore di corsa. Dapprima appare un po’ riservato, quasi sorpreso di trovare due compagni di maratona che gli parlano in inglese facendogli un sacco di domande, ma poi pian piano si scioglie, forse capendo che la nostra è curiosità sincera e disinteressata, e ben presto inizia a parlare senza sosta.
      Alla fine ci avrà raccontato praticamente tutta la sua vita, in particolare gli ultimi anni, ed il perché della sua folle dedizione a tempo pieno alla maratona. Fece la sua prima nel 1991, per poi non correrne più sino al 2008, quando riprese con ben altro piglio, divenendo un assiduo maratoneta, di certo non veloce (le finisce mediamente in 5 ore, e il suo best time è di 4 ore e qualche minuto) ma instancabile (15-25 gare all’anno). Finché nel 2016 avvenne un’autentica svolta, quella che lo ha portato ad essere un maratoneta di fama internazionale (almeno nell’ambiente del podismo amatoriale), anche se in Italia lo conoscono ancora in pochi.
      Un divorzio a dir poco disastroso dalla moglie inglese e tutta una serie di gravissimi problemi avuti con i 3 figli (che vivono sempre a Londra con la madre e che può vedere raramente solo alla presenza di un assistente sociale), specie con il primogenito, ora quindicenne, gli hanno fatto scattare qualcosa nella testa, qualcosa di incredibile e terrificante al contempo. Davvero, non saprei come spiegarmi altrimenti ciò che Nick sta facendo da oltre 2 anni a questa parte: penso possa essere visto come un disperato tentativo di rivincita sulla vita e di riconquista della fiducia, dell’affetto e della stima dei propri figli, anche se a tutta prima sembrerebbe esattamente il contrario (ovvero una fuga dalla realtà).
      Dal 2016 Nick si è portato ad una pazzesca media di oltre 200 maratone ufficiali annue (inclusa anche qualche ultra fino a 50-60 km), in giro per il mondo, anche se ne corre la stragrande maggioranza negli USA e nel Regno Unito, dove se ne trovano facilmente anche di infrasettimanali, con la possibilità talora di fare doppiette (una maratona il mattino ed una il pomeriggio o la sera).
      Recentemente ha stabilito il nuovo record mondiale assoluto di maratone ufficiali corse in un anno mobile, 266 (sì, avete letto bene), sottraendolo ad un altro americano, ora avanti negli anni, che ne aveva disputate 239 (camminando però, e non correndo) una decina d’anni fa. Ma non vuole fermarsi: finché si sentirà motivato intende continuare a correre e spera di poter ritoccare più volte il suo record, portandolo a 275 entro il 2019.
      Nick è in attesa dell’ufficializzazione del suo record da parte del Guinness dei Primati, ma non è tipo da vantarsi, anzi, è una persona che, nella sua difficile ricerca di un equilibrio interiore, appare assolutamente modesta e “normale”.
      Durante il nostro lento procedere per strade di campagna fra i campi allagati lo abbiamo ovviamente tempestato di domande, evitando però argomenti particolarmente delicati, senza approfondire troppo la questione del suo difficilissimo rapporto con i figli e senza chiedergli come possa affrontare il tutto economicamente (è ovvio come i soldi siano, almeno al momento, l’ultimo dei suoi problemi).
      Questi, in sintesi, i suoi numeri: 570 maratone corse in carriera (455 da inizio 2016), record di 266 maratone in 365 giorni, media di quasi 11.000 km annui di corsa negli ultimi 2 anni, cui vanno aggiunti circa 35.000 km in automobile e oltre 100.000 km in aereo, sempre annui, per gli spostamenti. Ho calcolato che, anche andando al risparmio, tutto ciò gli deve costare non meno di 100.000 euro all’anno…
      Finita la Maratona del Riso Mr. Nicholson avrebbe guidato fino a Malpensa per imbarcarsi su un volo per Londra: lo aspettano altre 2 maratone in Inghilterra (il 4 e il 6 Maggio), poi una trentina di maratone negli USA, quindi altre in Europa. Sarà di nuovo in Italia ad Agosto per le 10 maratone in 10 giorni consecutivi del Lago d’Orta, organizzate dal Club Super Marathon Italia, e così via, senza sosta…
      Che dire? Quando penso che Nick corre mediamente in meno di 5 mesi le maratone che io ho corso in 14 anni (quella di Santhià è stata la sua n. 70 del 2018), sono assalito da un pot-pourri di emozioni e sensazioni diverse e contrastanti: riso e amarezza, sbigottimento e compassione, incredulità per quali torture psico-fisiche un essere umano possa autoinfliggersi.
      Ma tutto ha una ragion d’essere, sia pur difficile da individuare e comprendere, sempre…
      Terminata la gara ci siamo fatti scattare la foto di rito, ci siamo scambiati i contatti ed infine salutati come ci conoscessimo da sempre e ci dovessimo rivedere nel volgere di breve tempo. Una forte stretta di mano e via, ognuno per la propria strada.
      Un detto recita che “il mondo è bello perché è vario”; io aggiungo che “il mondo è un posto strano, molto strano, e tutto sommato molto piccolo”, specialmente per chi corre le lunghe distanze.
      So long, Nick, forse ci si rivedrà da qualche altra parte in un futuro non troppo lontano, magari quando avrai raggiunto le 1.000 maratone!
      Sia come sia, Nick, spero che ben prima di allora tu abbia ritrovato la pace con te stesso e sconfitto per sempre la tua straziante solitudine.

      Chi fosse interessato a seguire le imprese di Nick Nicholson può consultare il suo blog, regolarmente aggiornato: https://www.facebook.com/Nick.Nicholson.GWR/

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