Cronache

  • VOLETE MANTENERE SANO IL CERVELLO? CORRETE!

    È risaputo come l''attività motoria in generale, e la corsa a piedi in particolare, produca effetti benefici (se fatta con criterio) non solo sulla salute fisica, ma anche su molti altri aspetti della nostra vita.
    Un''importante università australiana ha condotto una ricerca che evidenzia come l''attività fisica possa addirittura aiutare il cervello a mantenersi giovane, stimolando alcuni processi neuro-fisiologici che, fra altre cose, diminuiscono la probabilità di essere colpiti dalle varie forme di demenza senile che, ahimé, affliggono una fetta significativa della popolazione anziana.
    A chi volesse approfondire consiglio la lettura del breve articolo al link sottostante, dove si spiega appunto come gli sport aerobici giovino alle funzioni cognitive del cervello.

    https://www.starbenegroup.com/_it/news/I_BENEFICI_DELLATTIVITA_FISICA_PER_LA_SALUTE_MENTALE/121

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  • Il test di Yasso per la maratona

    Noto pressoché a tutti i maratoneti 'evoluti', il test di Yasso ha sempre fatto discutere. Alcuni lo considerano molto attendibile, altri sostengono che non abbia alcun fondamento scientifico. Come spesso accade, probabilmente la verità sta nel mezzo... Sta di fatto che anche molti dei nostri top-runner (Gas, Mauro e compagnia bella) lo utilizzano sovente al termine della preparazione per una maratona 'tirata', onde avere un'indicazione sulla bontà di tale preparazione in relazione al tempo che desiderano ottenere in gara. Nell'articolo che segue (fonte: www.albanesi.it) si fa un'analisi attenta e obiettiva del test di Yasso.

    Il test di Yasso
    Il test di Yasso ha “ucciso” molti maratoneti. Per chi non lo sapesse, è un test proposto qualche anno fa da Bart Yasso e consiste nell’eseguire dieci volte 800 m con un recupero di 400 m di corsa nello stesso tempo della prova (non superiore, altrimenti si recupera troppo e il test non viene considerato valido).
    La media degli 800 m (in minuti e secondi) letta in ore e minuti dà il tempo che si può ottenere sulla maratona. Per esempio, se si ottiene 2’42” di media sugli 800 m sulla maratona si dovrebbe ottenere un tempo di 2h 42m. Il test è un interessante esempio di come il giocare con i numeri possa fuorviarci dalla comprensione della realtà. Infatti E.
    Coppola fa notare che il successo del test di Yasso si basa su una strana coincidenza numerica: il tempo medio delle ripetute effettuate sugli 800 espresso in minuti-secondi è lo stesso tempo, espresso questa volta in ore-minuti, che si prevede che il podista impiegherà sui 42 km. All’apparenza sembra, per l’appunto, una strana coincidenza. Invece, da un punto di vista aritmetico, la cosa si spiega: passare da minuti-secondi a ore-minuti, vuol dire moltiplicare la durata del tempo medio di percorrenza degli 800 per 60. Passare da 800 metri a 42,195 metri vuol dire moltiplicare la distanza degli 800 metri per 52,74.
    Quindi a fronte di uno spazio da percorrere maggiore di 52,74 volte si prevede di impiegare un tempo 60 volte maggiore. Come dire che si ritiene di tenere sulla maratona una velocità pari a quella tenuta sugli 800 del test rallentata di circa l’11% (60/52,74).
    Una valutazione critica
    Quella che segue vuole essere un’analisi critica del test in questione; indubbiamente la prova ideata da Yasso ha aspetti interessanti, ma affinché possa essere di una certa utilità è fondamentale valutarlo criticamente. Ciò che c'è di vero – È ovvio che un allenamento di 11,6 km è già un buon allenamento e che il valore medio sul test dipenda dal valore dell’atleta: atleti più forti otterranno tempi migliori di atleti più deboli. Banalmente si potrebbe far correre all’atleta un 10000 e stimare dal tempo fatto il suo tempo in maratona (per esempio moltiplicandolo per 4,7). Il valore predittivo sarebbe lo stesso del test di Yasso.
    L’errore di fondo
    È altresì ovvio che una prova su 11,6 km non produce gli stessi stimoli metabolici ed energetici di una maratona e quindi è ottimistico sperare che il valore sia traslato sulla distanza più lunga. Il fatto che accada per molti atleti non significa che valga per tutti: è questa la causa che porta molti runner a sovrastimarsi. In particolare si consideri un runner allenato sui 10000 m, ma senza allenamento specifico per la maratona. È chiaro che interpreterà benissimo il test di Yasso, ma se portato sulla maratona scoppierà, soprattutto se non ha una sufficiente potenza lipidica (non sa bruciare i grassi).
    In altre parole perché il test di Yasso sia attendibile occorre che l’atleta sia allenato bene alla distanza, che cioè sia un maratoneta già molto allenato.
    Per chi ama la logica si può affermare che il test di Yasso è una condizione necessaria, ma non sufficiente per fare un certo tempo in maratona. Se vi è chiaro cosa significa “necessaria, ma non sufficiente”, potete usarlo (per esempio 10 giorni prima della maratona), altrimenti è meglio lasciar perdere; purtroppo fra gli amatori il problema è proprio questo: sapere se si è ben preparati sulla maratona. Un cane che si morde la coda che sconsiglia di usare il test di Yasso per impostare il ritmo gara.
    Per i professionisti esistono altri metodi più affidabili del test per sapere come correre la maratona…

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  • RIPRESA GARE: MASSIMA CONFUSIONE, FORSE SI SALTA AL 2021?

    Non vi sono dubbi sul fatto che, in relazione alle norme di sicurezza riguardo all''epidemia covid-19, in una gara podistica la partenza rappresenti l'aspetto più critico.
    Si può fare a meno di spogliatoi e docce (anche se non è simpatico), adattare i ristori sul percorso ed eliminare quello finale, e spedire i pettorali a casa, ma come ovviare all'assembramento della partenza?
    Il problema appare irrisolvibile, anche limitando drasticamente il numero di partecipanti (che oltretutto affosserebbe i grandi eventi come Venezia e Firenze), e ormai il mondo dei runner sembra rassegnato: con ogni probabilità, niente più gare fino a quando il rischio contagio verrà eliminato. OK, ma quand'è che ciò potrà avvenire?
    Al momento è impossibile azzardare un'ipotesi, tutto lascia comunque supporre che le gare non possano ricominciare prima dell'autunno, e con ogni probabilità non prima del 2021 (se tutto andrà bene...).
    Purtroppo, se davvero il 2020 si chiudesse come un anno "bianco" per il podismo, diverse gare chiuderebbero per sempre.
    A tal proposito si veda l'articolo del 13 Maggio pubblicato da Podisti.net al seguente link.

    https://www.podisti.net/index.php/in-evidenza/item/6150-corse-su-strada-proposta-dei-delegati-running-si-mette-male.html    

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