Cronache

  • Una birra dopo lo sforzo atletico? SI PUÒ FARE!

    Premettiamo subito: niente esagerazioni o sensazionalismi, ma una birra dopo una gara o l’allenamento può non solo far piacere, ma può anche essere utile. Basta restare lontani dagli eccessi che aveva ben descritto qualche tempo fa su questo sito il segretario generale della Fidal, Fabio Pagliara. “Come per un atleta, le migliori prestazioni della birra si vedono anche sul fronte sportivo. Lontano dallo sforzo questa bevanda ha effetti positivi, e grazie alla minore quantità di zuccheri, al maggior contributo di magnesio, fosforo, calcio e complesso B, se limitata a una piccola quantità, la birra è anche più valida di un qualsiasi altro integratore energetico perché più completo”. Lo ha spiegato Luca Gatteschi, medico della Nazionale italiana di Calcio e consigliere della Società italiana nutrizione sport e benessere. Durante i raduni della Nazionale c’è anche la possibilità di bere una birra – racconta Gatteschi, che ha partecipato al convegno ‘Birra e salute, birra e sport. Incontri possibili o impossibili?, al ‘Beer Attraction’ a Rimini promosso da Unionbirrai – Questa bevanda può tranquillamente stare sulla tavola di una squadra di calcio anche durante i ritiri. Per i calciatori, o gli sportivi in generale, meglio quelle a bassa gradazione e artigianali. Una ‘Gose’ o una ‘Weiss’, ad esempio, dopo una partita di tennis, hanno lo stesso valore di un’aranciata. Basta che non si superino i 3-4 gradi alcolici”. L’incontro tra sport e birra è quindi davvero possibile. “Le donne, in questo caso, sono le più avvantaggiate: alcune ricerche avrebbero dimostrato una prestazione sportiva migliore il giorno dopo l’assunzione di birra – sottolinea il medico della Nazionale – Uno studio pubblicato sull”International Journal of Sport Nutrition’ ha verificato che la reidratazione con birra e acqua non è inferiore a quella apportata con la sola acqua – ha aggiunto – In più le birre, soprattutto quelle artigianali e non filtrate, sono ricche di magnesio”. “Bisogna sempre ricordare che si parla di una bevanda alcolica – aggiunge Gatteschi – ma ci sono studi che hanno evidenziato come un consumo moderato di birra può dare dei benefici a chi è diabetico o cardiopatico. Si parla in genere di un’unita alcolica per le donne e di due per gli uomini a giorno, ovvero una lattina o bottiglia di birra (330 ml) di media gradazione. Il segreto sta nei cereali e nel luppolo: quest’ultimo ha proprietà antiossidanti, ci sono alcuni lavoro scientifici che stanno monitorando l’effetto neuroprotettivo delle sostanze presenti nel luppolo“.

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